mercoledì 26 novembre 2008

Per la costituente della sinistra

1 - La comunità internazionale si trova a fronteggiare un disastro finanziario di dimensioni planetarie ed una pesante recessione economica che testimoniano il fallimento del neoliberismo imposto universalmente dopo la caduta del muro di Berlino. Da decenni la globalizzazione di un mercato privo di regole e di valori etici ha sottoposto il pianeta ai rischi di guerre permanenti, di disastro ambientale e di scontro di civiltà, mentre - parallelamente - le condizioni materiali di vita di milioni di persone sono costantemente peggiorate. Oggi questa versione aggressiva ed immorale del capitalismo tenta di salvarsi invocando l’intervento pubblico e politiche “stataliste”.
2 - Nel momento più alto della crisi del capitalismo si assiste, però, alla debolezza estrema della sinistra in Europa e soprattutto nel nostro Paese anche a causa della sua storica frammentazione. Invece c’è bisogno di un soggetto politico di sinistra in grado di dare rappresentanza e risposte alle istanze di persone, movimenti, associazioni, di tante forze che si muovono nella società con l’obbiettivo di trasformarla. A questa situazione è urgente reagire ricostruendo una Sinistra in grado di mobilitare, di orientare, di progettare alternative di sviluppo sociale ed economico e, soprattutto, in grado di richiamare alla partecipazione i milioni di elettori e di simpatizzanti delusi che negli ultimi anni si sono allontanati.
3 - La crisi politica ed istituzionale che si è prodotta nel nostro Paese impone a tutti di superare il richiamo a chiudersi nelle “sicurezze” identitarie e di contribuire a rimettere in moto un processo popolare, democratico e partecipato che abbia lo scopo di costruire una “forza grande ed autonoma, capace di competere per l’egemonia”. Un processo che avrebbe dovuto nascere con la Sinistra Arcobaleno e che invece è stato mortificato dalla paura e dall’egoismo dei partiti della sinistra storica che l’hanno ridotto a mero cartello elettorale.
4 - I Congressi dei partiti della sinistra non hanno voluto ascoltare il messaggio arrivato dal popolo della sinistra con le elezioni del 13 e 14 aprile e ciò dà il segno della inadeguatezza delle loro attuali classi dirigenti e dei rischi di definitiva scomparsa di una sinistra organizzativamente forte e, quindi, politicamente utile. Il distacco dalla politica e dalle istituzioni di tanti elettori di sinistra e la profonda crisi sociale rischiano di saldarsi tra di loro aprendo nel Paese una prospettiva carica di incognite. C’è una emergenza democratica cui si può rispondere solo attraverso la profonda trasformazione del nostro stesso agire politico: muovendo dal lavoro, dalla scuola, dalle forme di autorganizzazione democratica presenti nel territorio e nella società per ricostruire una nuova ed unificata forza politica - cioè un nuovo partito – che, con un progetto di società, una struttura e saldezza organizzativa, si caratterizzi per modernità di analisi e di proposta, per nuove e moderne regole di vita democratica, ed abbia così la capacità di rimettere in attività centinaia di migliaia di elettori e di militanti .
5 - E’ pertanto necessario sciogliere ogni ambiguità insita nell’appartenere strutturalmente ad uno dei partiti esistenti, poiché riteniamo che ciò renda più liberi di agire nella battaglia politica, affinché si affermi dovunque e prenda forza l’esigenza di dar vita ad una “Costituente della Sinistra”, per un nuovo partito che superi la frammentazione di oggi, evitando che ci si limiti ad una mistificante unità “federativa”, che ricondurrebbe la democrazia e la partecipazione nelle secche dei rapporti tra le vecchie appartenenze.

Piercarlo Albertosi, Simona Zoccola, Grazia Paoletti, Giuseppe Battistini, Luca Perfetti, Andrea Bragazzi, Roberto Vanelli, Renato Piccinini, Alessandra Marchetti